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Publié le 22/05/2020
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RIASSUNTO PER CAPITOLI DEL GATTOPARDO DI GIUSEPPE TOMMASI DI LAMPEDUSA
I cap.
Presentazione del principe Fabrizio di Salina, alle dipendenze del re Ferdinando delle due Sicilie, monarchia ormai in
declino. Era una figura possente e decisa, capo della sua famiglia e della sua terra, con tutti i servitori. Va a Palermo e poi
torna. La situazione politica è grave: i fermenti di rivolta sono diffusi, e presto scoppieranno. Anche il suo pupillo scapestrato,
Tancredi, vi partecipa:
è meglio che tutto cambi affinch é tutto resti com’ è: per il bene dei Signori attuali è meglio alimentare
queste rivolte. Lui pensa, e forse
è vero cos ì.: alla fine tutto si risolver à con un cambiamento delle classi al potere. Passa la
giornata successiva con la sua pi
ù grande passione: l’astronomia. Poi viene a sapere che Garibaldi era sbarcato: altri nobili
stavano scappando, ma lui era tranquillo.
II cap.
Dopo tre giorni di penoso viaggio con il permesso dei garibaldini and
ò per passare le vacanze a Donnafugata.
Fortunatamente tutto sembrava come prima, ma la sua innaturale cordialit
à fu indice del decadimento del suo prestigio.
Fece un giro con l’amministratore e seppe che un uomo stava diventando ricco quanto lui. Seppe intanto che la figlia
Concetta pensava che Tancredi si fosse innamorato di lei, ma ancora non aveva detto niente. Poi ci fu la cena offerta dal
Principe, ma l’attenzione di tutti fu concentrata sulla figlia di don Calogero (l’uomo che si stava arricchendo), Angelica, dalla
bellezza indescrivibile. Si ferma a guardare le stelle, uniche perch
é senza problemi, ma che presagivano qualcosa di male. Il
giorno dopo and
ò in un convento di clausura fondato da un’antenata in cui solo lui, maschio, poteva entrare. Poi vide
Tancredi che entrava in casa di Don Calogero.
III cap.
Il principe trascorre le sue serate a caccia, un rituale che non lo soddisfa per i risultati della caccia stessa, ma per quelle
piccole azioni che deve compiere. Il suo soggiorno li a Donnafugata era pieno di problemi. Intanto Tancredi era a Caserta,
da dove il re era stato cacciato, mandava molte lettere allo zio. In una si diceva innamorato di Angelica, e chiedeva allo zio di
chiederla in sposa in nome suo. Ne parl
ò alla moglie che contrariata si infuri ò, ma avrebbe comunque deciso lui. And ò poi a
caccia con Don Ciccio, organista. Era nervoso perch
é avrebbe parlato con Don Calogero, suo avversario, tra poco:
identificava gli animali uccisi con lui, e poi chiese a Ciccio informazioni: egli raccont
ò del giorno del Plebiscito sulla
rivoluzione, in cui nonostante lui avesse votato no, poi Don Calogero, sindaco, aveva detto che tutti avevano votato si. Poi
raccont
ò della moglie, bella ma ignorante, del suocero, detto Peppe Merda, e di Angelica, la cui bellezza era indescrivibile.
Ne parl ò, e quello accett ò: il Principe present ò Tancredi e la sua situazione familiare, Don Calogero parl ò della dote che avrebbe dato ad Angelica. Il Principe fece un sospiro di sollievo: tutto si era concluso per il meglio. IV cap. Dell’incontro tra i Sedora e i Falconari entrambi cambiano: i primi diventano pi ù nobili, raffinati; il principe acquista quelle caratteristiche di economicit à, che poi per ò lo danneggeranno tra il popolo. Uno degli ultimi giorni, mentre il principe, rasserenato ormai, leggeva alla famiglia dei libri (non belli a causa delle tante censure), torna Tancredi; i Garibaldini si erano sciolti e lui era nell’esercito del re di Savoia. Subito arriv ò Angelica e le regal ò un bell’anello. I giorni in cui Tancredi e Angelica, insieme girano tutte le stanze del palazzo, anche quelle pi ù sconosciute (anche dal principe), e con loro era sempre l’Eros. Arriv ò poi un uomo mormorando del prefetto. Era un piemontese, e aveva paura per ogni cosa che vedeva in Sicilia. Poi l’accoglienza ricevuta a Donnafugata lo rasseren ò. Era venuto per chiedere al principe di partecipare al nuovo Senato del Regno di Italia. Lui non accett ò. Le tante invasioni subite, avevano spento nei siciliani quella voglia di cambiare ora necessaria: prima era stato tutto loro imposto. E non volevano neanche cambiare perch é credevano di essere i migliori, . »
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